Albania
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Somewhere between Italy and Albania
Fina, 2nd September 2009, 23:16 hrs
A HEART FOR OUR READERS!
hallo hallo, you see, if during the nights we have nothing else to do, then we make silly games with our photocameras. I realized for the first time how phantastic all those options (“Feuerwerk Einstellung”) in my tiny camera are. As the diafragma needs to be open during a longer time in order to have enough light for a picture at night – this is an explanation by a layperson, you might notice – you can make funny games with your torch! So we decided to send all our love to our faithfull audience oversea.
The other mechanism of the photo is even more impressing. By switching the torch on and off – and on and off, you create two images on the same photo. So here we are: Fine kisses Fine!
For the rest, there is little to say which not has been said yet. We mostly go ahead with the average of 2 to 2,5 knots, which makes 2,5 miles per hour… so that is quite a few. [giving us lots of time to realize our undiscovered creativity]. It is a pity that we do not have internet and only few electricity on board: we cannot use our time in a truely efficient way. Onboard we mostly sleep, look at the sea, navigate, try to get the best out of the sails and sometimes squeak when delphines are passing by. Then of course you have to cook – which accordingly then makes you to have to clean the dishes. Things that in land-live do not have any significance at all, become our main preocupations on board.
On the other hand, once we arrive at land it is always so “hectic”, because we must work on the website, contact musicians and try to communicate the project to most people possible.
But that’s the way it is! It can always be better (maybe we should try to use more solar and wind energy?), but for the first attempts it will work like this.
Albania / Valona(Vlore)
Rita, 4 Settembre 2009, 17:15 hrs
Siamo arrivati sulla costa albanese ieri sera.
L’attraversata da Brindisi alla Baia di Valona e’ andata liscia come l’olio.
La novita’ e’ che ora c’e’ insieme a noi anche la nostra bellissima amica Riccarda, che ci ha raggiunto da Faenza a Brindisi, da dove siamo ripartiti.
Sono molto felice di condividere anche con lei questa esperienza, dove sara’ possibile rinnovare la nostra voglia di essere amiche!!
L’arrivo nella baia di sera e’ stato sicuramente singolare!
Siamo entrati in un piccolo porticciolo, i due fari dell’entrata non funzionavano, e le piccole barche da pesca che entravano e uscivano non usavano le luci notturne.
Ok! fin qua tutto bene. Attracchiamo a fianco di un peschereccio, esce un bambino con la torcia che non risponde alle nostre domande, gli piace sputare, e poi entra senza riguardi dentro la barca. Ci dice che aspetta suo padre dalla pesca.
Non molto convinti della nostra posizione decidiamo di metterci in rada per la notte in mezzo al porto.
Il tempo di spostarci di qualche metro ci areniamo in una secca, la barca rimane bloccata, Bruno ci dice cosa fare, io e Gio sul piccolo gommoncino portiamo l’ancora il piu’ lontano possibile, sul fianco della barca, in modo che ,recuperandola, scuotesse, smuovesse lo scafo dal fondale.
Ma niente da fare, la luna piena e luminosa scintillante ci parlava chiaramente della forte bassamarea.( questo lo aggiungo postumo: Bruno mi ha detto che non centra la bassamarea con la luna piena!! bene buono a sapersi! il mio racconto e’ un po romanzato ! va bene comunque !)
Allora attendiamo, dormiamo, finversoilmattinopresto, quando quiei pochi centimetri in piu’ di acqua hanno permesso di liberare il corpo navigante !!
EVVIVA !!! BRUNO E’ VERAMENTE BRAVISSIMO!! RISOLVE TUTTE LE SITUAZIONI! Ci si FIDA COMPLETAMENTE DI LUI.
Questa mattina presto siamo arrivati a Valona, siamo andati subito all’appuntamento in teatro dove il direttore ci aspettava, per la sua collaborazione a trovare la musica e i musiciscti. Dal retro del teatro si affaccia un signore, il custode del teatro, una bellissima persona, un viso sereno… degli occhi dolcissimi! iL suo corpo e’ eretto … si sente chiaramente la dignita’ di cui e’ fatto, ne lascia la traccia nel suo modo di accoglierci e di muoversi silenzioso e discreto vicino a noi, la sua semplicita’ e pienezza e’ disarmante! Io l’ho amato molto e anche Gio che gli ha fatto delle fotografie meravigliose!!
Al momento non ho piu’ scritto sugli aspetti di “biologicita”, perché in effetti non ho trovato nulla di particolare sulla questione, che poi trovo veramente riduttivo affrontare l’argomento come se fosse un episodio a se stante e saltuario.
I mercati di frutta e di verdura, sono ovunque, nel loro piu’ o meno caratteristico sapore , venditori ambulanti di fichi, di mais, o di quant’altro, mi ricordano che i contadini a piedi fanno tanta strada assolata per raggiungere la citta’ e vendere quello che hanno raccolto ….
La raccolta dei rifiuti e’ abbastanza precaria…. la differenziata non esiste, ma c’e’ chi ne ha fatto un lavoro, quello di recuperare dai cassonetti la plastica per poi venderla. NON so a chi perö !
Non parlero’ di quello che non va , perche’ non ce n’e’ bisogno, al momento ci stiamo abbandonando agli eventi del cielo e del mare che ci portano, quello che troviamo nelle terre che attraversiamo, sono eventi che accogliamo come un’incontro che non si vuole aspettare nulla, ma solo che ha voglia di vivere tutto il suobello . Noi siamo qui per questo!!
LA GRANDE DISPONIBILITA’ DELLE PERSONE CHE CI VOGLIONO AIUTARE E DEGLI ARTISTI CHE CI VOGLIONO SEGUIRE, E’ MERAVIGLIOSA E SORPRENDENTE, SONO MOLTO COLPITA DI TUTTA QUESTA SOLIDALE COLLABORAZIONE!!
GRAZIE A TUTTI !!
GRAZIE GIACOMOOOOOOOOOOOOO!!! a PRESTO
One day in Vlore / Albania. Accompanied by the “city hymn” Arome Portokali!
Albania
Giovanni, 10th September 2009
Rieccoci, finalmente dopo 4 giorni a Brindisi è arrivato il momento di mollare gli ormeggi.
Salutiamo ancora una volta Giacomo con gran dispiacere che rimane a terra!!!!
Ti aspettiamo Giacomo!!!!!!!
…. e Paolo Regista amico di Giacomo che visibilmente ancora assonnato dopo una nottata di grandi discussioni ci saluta e ci esprime la sua gran voglia di partire con noi.
Bene ora a bordo siamo Bruno, Fina, Riccarda, Rita e il sottoscritto, ripartiamo con una gran voglia di navigare pronto per la terza attraversata di questo viaggio che ci condurrà in Albania, destinazione Valona alla ricerca di musicisti che ci possano parlare della loro terra attraverso la musica. Partiamo verso le dieci del mattino, appena usciti dal porto spegniamo il motore, e alziamo le vele!!! come sempre si decide di sfruttare la forza del vento, che fino a questo momento ci è sempre stata molto vicino.
Sarà una attraversata molto bella, ci saranno anche dei momenti dove per ore e ore aspetteremo l’ arrivo del vento, anche un intera nottata, ma come sempre lui arriva e si fa sentire e grazie la sua forza ci si può muovere liberamente, nel massimo rispetto della natura che ci circonda e perchè no nel modo più economico possibile.
Passa così il giorno e la una notte, all’alba scorgiamo all’ orizzonte le coste di questa meravigliosa terra, dove le persone ti sanno accogliere e nutrono nei confronti degli italiani un grandissimo rispetto. E’ per me la terza volta in Albania e mi da sempre una gran gioia ritornarci e riscoprirla.
Il vento continua a gonfiare le vele e al tramonto entriamo nel golfo di Valona, si fa scuro e decidiamo così di passare la notte nel porto di Treporti.
L’ avvicinamento si dimostra da subito difficoltoso data la mancanza di luce d’ entrata al porto e alle piccole barche da pesca che entrano ed escono senza luci. Entriamo, non una luce a parte qualche pescatore che ripara la propria barca o pesca lungo la riva. Ormeggiamo sul fianco di un peschereccio dove ad accoglierci un ragazzino che ad ogni parola pronunciata ci aggiunge uno sputo una salivazione che anche un Lama fatica ad avere.
Tempo qualche minuto e la puzza di gasolio mista pesce che ci travolge ci convince a cambiare ormeggio così decidiamo di metterci all’ ancora . Ripartiamo, non faccio in tempo raggiungere la prua per gettare l’ ancora e in un attimo ci ritroviamo immobili, fermi, non un movimento di una Brancaleon che dall’ inizio del viaggio non aveva mai smesso la sua continua danza.
Siamo in secca dice Bruno, inutile provare con il motore a venirne fuori e ci mettiamo subito al lavoro per trovare una soluzione. Gonfiamo il tender, ci carichiamo l’ ancora con tutta la catena e con Rita la svolgiamo perpendicolarmente alla barca per rigettarla poi in mare.
Torniamo all’ immobile Brancaleon e Bruno inizia a recuperare la catena, dopo qualche metro iniziamo a girarci, ci muoviamo ma poco dopo siamo ancora immobili.
Con il tender andiamo verso i pontili li vediamo che la marea è molto bassa ma sta crescendo, e crescerà sicuramente molto visto la luna piena che risplendeva e ci illuminava.
Nel ritornare due voci dai pescherecci iniziano a gridare “Italiani!!!!, Italiani!!!, Polizia!!!!” Io e Bruno ci guardiamo e non ci resta che riprendere a pagaiare e raggiungere le voci.
Due poliziotti che in qualche modo ci dicono che non possiamo dormire in quel posto, non vi dico per spiegare loro il nostro problema. Alla fine si sono dimostrati gentili e ci hanno invitato di raggiungere Valona il prima possibile per registrare l’ entrata.
Per tutta la notte a intervalli di un ora con Bruno controlliamo il livello della marea per vedere se Brancaleon si sia liberata, pochi cm di marea la solleveranno dolcemente facendo riprendere la sua rotta in una fantastica prima luce del giorno in direzione di Valona.
Dopo una mattutina veleggiata Entriamo così nel suo porto immersi in una cortina di fumo a mio parere dovuta ai soliti cumuli di plastica che la gente brucia nei giardini delle loro case, per il momento purtroppo questa rimane ancora la loro raccolta differenziata. Noto come in questi due anni Valona non abbia mai smesso di evolversi, gli enormi condomini di cemento aumentano sempre più, a prima vista è questo che spicca, una costa soffocata da questi mostri e una cappa di smog e polvere che copre la città.
sembrerebbe a prima vista una città da cui fuggire ma vi assicuro che è interessante immergersi in questa realtà periodo di passaggio vissuto 30 anni fa in Italia.
Ormeggiamo in un pontile di cemento atto ad ospitare grandi navi mercantili troppo alto in proporzione alla piccola Brancaleon, Fina e Bruno si dirigono in capitaneria per le pratiche pochi minuti e la registrazione è fatta, poco lontano grossi navi che scaricano ininterrottamente bancali di cemento, ogni ora per tutto il giorno i grossi camion caricati si dirigono poi verso la città e in tutta l’ Albania per continuare ad alimentare l’ inarrestabile macchina del progresso.
Il vento inizia a soffiare, le onde sempre più decise a schiacciare la tormentata Brancaleon al molo decidiamo così di spostarsi all’ altro lato del porto ma una banda di terribili ma simpatici ragazzini invadono la barca per qualche biscotto a fatica riusciamo a contenerli e a distribuire loro il bottino.
Scendiamo e raggiungiamo il centro, un traffico incredibile dove ogni tipo di mezzo a motore e non fa sua la precedenza non un semaforo pochissima segnaletica, smog, polvere, clacson che suonano.
E’ incredibile il passaggio dal viale principale ben curato con delle bellissime palme, dei negozi, una via pedonale alla strada laterale dove i fili della corrente elettrica vagano qua e la senza una direzione ben precisa, cumuli di spazzatura, case in decadenza, scheletri di enormi palazzoni in costruzione. Ma è questa la realtà di uno stato in continua espansione è molto interessante viverla e cercare di trovarne gli aspetti migliori. Uno di questi è la gente Albanese, gentilissima, disponibile, sempre pronta a ringraziare l’ Italia per aver accolto i propri mariti, figli, fratelli, parenti e amici.
Una signora appena saputo che eravamo Italiani dice delle parole in albanese e poi da un forte abbraccio e un bacio a Riccarda è veramente incredibile quanto mi sento a mio agio in questa terra e mi fa molto male quando sento la stragrande maggioranza delle persone parlare dell’ Albane come un delinquente, un ladro basandosi sulle esperienze dei primi albanesi arrivati in Italia con i gommoni!!!
Raggiungiamo il bellissimo Teatro e con il responsabile della musica ci accordiamo per il mattino seguente per un intervista e un piccolo concerto di musica tradizionale. Il giorno seguente arriveranno appositamente per noi 4 musicisti e due cantanti alcuni dei quali hanno rimandato la partenza delle vacanze per l’ esibizione. Un violinista, un clarinettista, un chitarrista e il nostro contatto al pianoforte un cantante e una voce femminile ci hanno allietato con le loro bellissime canzoni in questo fantastico posto. Rovena la cantante si è poi veramente dimostrata di una disponibilità incredibile scorazzandoci per tutta Valona.
Dopo un ultima spesa decidiamo di ripartire, ripassiamo in capitaneria per l’ uscita e si riparte. Tra la lunga fila delle auto di Albanesi pronti a reimbarcarsi per l’ Italia scorgo la banda di ragazzini che tentano di vendere accendini e sigarette, mi riconoscono e mi vengono a salutare stringendomi la mano, alcuni di loro li troverò poi vicino alla barca per tuffarsi dai pontili.
Grecia
Giovanni, 10th September 2009
Partiamo il vento si alza sempre più e con Brancaleon che naviga con gran classe a 6-7 nodi usciamo dal golfo di Valona nuova rotta Korfù.
In lontananza un temporale è in arrivo, sembra non destare preoccupazione, primo turno io Rita e Riccarda poi tocca a Fina e Bruno.
Dopo qualche ora Fina corre sottocoperta, la sento molto preoccupata mi dice di correre fuori per dare una mano a Bruno. Tempo di indossare la cerata, esco. Brancaloen piegata in un fianco dalle forti raffiche di vento che la travolgevano, Bruno la tiene sotto controllo, è appena riuscito ad abbassare la randa, è il secondo temporale, questa volta più tranquillo del primo. Vado a recuperare il boma e legare su di esso la randa che sbatte qua e la, il vento è molto forte, qualche lampo e inizia la pioggia. Tempo di sistemare la barca e poi via alle foto e la qualche ripresa.
Rita questa volta esce anche lei in pozzetto, sottocoperta è impossibile starci, la raggiungono poi anche Fina e Riccarda.
Un po alla volta tutto si calma e sopraggiunge il nuovo giorno, con Rita riprendo il timone e sotto l’ ultima pioggia riprendiamo la rotta.
Ci raggiungono poi i primi raggi di sole, un fantastico cielo ci accompagna ed è come se ci indicasse la via. Ad un certy punto un forte vento arriva riapro le vele e in una bellissima veleggiata raggiungiamo Korfù.
Ritorniamop in questo bellissimo marino, posto sotto ad una bellissima fortezza Veneziana, qui trascorreremo qualche giorno per ripartire poi verso hittaca.
Albania / Vlore
Fina, 4th September 2009, 21:09 hrs
Wow. Rita and Gio always write so much and in suche a descriptive way, that it makes me feel humble every time I write my short and unromantic comments.
So here we are, I decided to post at least some nice romantic PHOTO! This is me at five o’clock on the cockpit, whilst I’m “helping” Bruno with the steering-wheel. When I don’t just sleep the sunrise over – I can tell, it is a true romantic moment.
“Our Dance”: Albanian Song between Tradition and Modernity




















